È italiano, ha 27 anni e ha appena scoperto il più giovane esopianeta mai confermato. Andrea Bernardi è nato a Casalmaggiore, ha studiato Fisica a Parma e poi a Padova. Dopo la laurea, ha iniziato a lavorare all'Università Diego Portales di Santiago del Cile, dove è attualmente dottorando in Astrofisica.
Ma come si arriva a scoprire un esopianeta così giovane? E soprattutto: perché interessa alla ricerca astronomica? Lo abbiamo chiesto direttamente a lui.
Da dove sei partito e cosa ti ha portato alla tua ricerca attuale?
"Sono partito dal liceo scientifico a Casalmaggiore. Ho studiato Fisica a Parma, poi ho fatto la magistrale in Astrofisica e Cosmologia a Padova. A marzo 2026 ho iniziato il dottorato in Astrofisica all'Università Diego Portales di Santiago del Cile. Lì mi sono specializzato nell'imaging diretto degli esopianeti, cioè nella fotografia di pianeti al di fuori del Sistema solare".
Cosa significa esattamente "esopianeta" e come si osserva?
"Un esopianeta è un pianeta che orbita attorno a una stella diversa dal Sole. Oggi ne conosciamo circa 6.000. La tecnica che usiamo consiste nel mascherare la luce della stella, proprio come si maschera il Sole durante un'eclissi, per riuscire a vedere il pianeta".
Nel comunicato si parla di "scoperta" ma anche di "candidato". Puoi chiarire la differenza?
"Il termine 'scoperto' va precisato. Quel segnale era già stato individuato e pubblicato nel 2021 e nel 2023. In entrambi i casi era stato definito un candidato, cioè un segnale che potrebbe essere un pianeta ma che non può ancora essere chiamato pianeta. Questo perché quel segnale potrebbe essere dovuto a molte altre cose: una stella sullo sfondo, rumore nei dati, asteroidi o altri oggetti. Il nostro lavoro ha confermato che quel candidato è effettivamente un pianeta".
Quanto tempo richiede arrivare a una conferma definitiva?
"Non c'è una regola. Servono diverse osservazioni e molti test per escludere tutte le altre possibilità. Solo quando le altre ipotesi vengono escluse resta quella del pianeta. Non è una scoperta straordinaria nel senso che oggi conosciamo già circa 6.000 esopianeti, e uno in più non cambia il quadro generale. Quello che rende particolare il nostro risultato è l’età del pianeta".
E qui arriva il punto più interessante: l'età. Perché è questo il vero elemento distintivo della scoperta.
"Il pianeta ha meno di un milione di anni. Questo lo rende il pianeta più giovane mai osservato. Prima di questa scoperta, i pianeti considerati tra i più giovani avevano circa 5 milioni di anni. Arrivare a un pianeta con meno di un milione di anni rappresenta un piccolo record".
Fonti
- Cremonaoggi: E’ “cremonese” il più giovane pianeta esistente: la straordinaria scoperta di Bernardi
- Il Sole 24 ORE: Scoperto il pianeta più giovane del cosmo: così Elias 2-24 b sta nascendo sotto i nostri occhi
- AstroSpace: Trovato l’esopianeta più giovane mai scoperto finora: ha meno di un milione di anni