La Commissione Europea ha adottato un regolamento delegato che introduce un sistema di etichette energetiche per i data center, con l'obiettivo di rendere trasparente il consumo di energia e acqua delle strutture e favorire una più ampia integrazione nella rete elettrica europea. La proposta è parte di un piano più ampio per triplicare la capacità dei data center nell'Unione Europea nei prossimi cinque-sette anni, nell'ottica di rafforzare la sovranità tecnologica dell'UE, come riportato da Rinnovabili.it.
Il contesto normativo
Il regolamento si applica alle strutture con capacità superiore a 500 kW, ma prevede un'adesione volontaria per le strutture di dimensioni più piccole. Le prime etichette elettroniche, dotate di un codice QR che rimanda a un database europeo, saranno disponibili entro il 15 agosto 2027 e avranno validità annuale. Il regolamento sarà sottoposto a revisione entro la fine del 2028 e successivamente ogni tre anni.
La situazione in Italia
Attualmente sono 770 i data center che hanno completato la rendicontazione, poco più di un terzo del totale stimato nell'UE. In Italia, solo 23 strutture su 178 stimate hanno risposto, pari al 13% del totale. Le strutture italiane registrano un PUE (Power Usage Effectiveness, indicatore di efficienza energetica) medio di 1,46, sopra la media europea di 1,36 ma ancora entro la soglia raccomandata di 1,5. In termini di WUE (Water Usage Effectiveness, indicatore di efficienza idrica), l'Italia si attesta a 0,70, la seconda cifra più alta tra i grandi Paesi, contro una media europea di 0,58. Circa metà delle strutture censite in Europa supera già una delle due soglie di efficienza.
I benefici attesi
Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia, l'introduzione di standard minimi di prestazione potrebbe portare a un risparmio energetico di circa 20 TWh all'anno in Europa, pari al 15% del consumo elettrico del settore. La nuova etichetta energetica prevede due scale colorate (verde-rosso) per PUE e WUE, suddivise in sette classi da A a G. La classe A per il PUE corrisponde a un valore fino a 1,15, mentre la classe G è riservata a valori oltre 1,9. Per il WUE, la classe A è assegnata a valori fino a 0,1, mentre la classe G riguarda valori oltre 1,0. La media europea e italiana per il PUE ricade nella classe D, mentre l'Italia per il WUE si colloca in classe E, due classi sopra la media continentale.
Prospettive future
La Commissione ha parallelamente avviato una consultazione pubblica sui requisiti minimi di prestazione energetica per i data center. La proposta è ora attesa per un periodo di esame di due mesi da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio prima della sua entrata in vigore.
Fonti
- dday.it: Le etichette energetiche anche per i data center: la Commissione Europea vuole definirne i consumi di energia e acqua
- it.euronews.com: L'Europa vuole limitare il consumo di acqua dei data center: nuove regole dal 2027 | Euronews
- hwupgrade.it: In arrivo la 'pagella' per i datacenter: l'UE vuole infrastrutture, ma occhio all'ambiente | Hardware Upgrade
- it.marketscreener.com: L'UE richiederà ai data center di comunicare l'efficienza energetica e idrica