Un attacco hacker alla Contemporanea Group di Volpago ha portato al blocco di 2 terabyte di dati, secondo quanto riportato da OggiTreviso. Ma il caso Revolut, che si è evoluto rapidamente, solleva interrogativi preoccupanti.

Un hacker che afferma di aver trafugato 680 account ha dichiarato di aver messo in vendita i dati, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera: "Stiamo ufficialmente vendendo i dati. È inoltre possibile richiedere la rimozione dal database previo pagamento."

Il rischio per gli utenti va oltre il furto di denaro: i dati possono essere utilizzati per attacchi di phishing o altre violazioni informatiche. Secondo la Repubblica, l'hacker ha dichiarato che almeno 15 italiani sono stati coinvolti, mentre la sottosegretaria al Ministero dell’Interno Wanda Ferro ha parlato di 8 italiani colpiti. A ciò si aggiungono altri residenti all'estero con documenti italiani.

L'hacker ha inoltre dichiarato che sono state colpite altre compagnie, ma non ha fornito prove in merito. Per dimostrare la serietà del caso, ha pubblicato immagini dei proprietari degli account violati su un forum specializzato. I dati esfiltrati comprenderebbero 719 pagine di transazioni e documenti d'identità.

Revolut aveva inizialmente affermato di non aver ricevuto richieste di riscatto. Tuttavia, l'hacker sostiene che "un portavoce di Revolut, che pensiamo essere un impostore, ha cercato di negoziare con noi, ma la trattativa è fallita."

Questo caso evidenzia come il modus operandi degli hacker si sia evoluto: dal ransomware, dove i dati venivano bloccati, si è passati a un modello di estorsione basato sul danno reputazionale. Pagare il riscatto non garantisce la cancellazione dei dati esfiltrati, e le vittime che lo fanno rischiano anche conseguenze legali.

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