Il vertice ONU sul clima, iniziato il 24 settembre 2023 al Palazzo di Vetro, ha messo in luce i rischi crescenti per il patrimonio culturale mondiale e i costi associati ai cambiamenti climatici. Secondo Luca Zanini e Peppe Aquaro, l'UNEP ha sottolineato che l'innalzamento del livello dei mari e degli oceani minaccia siti storici e culturali in tutto il mondo. Le importanti vestigia di tante civiltà finiranno sott'acqua. I danni economici sono già significativi, con stime tra 600 e 1.400 miliardi di dollari all'anno nei Paesi in via di sviluppo dal 2050. Le perdite annuali globali potrebbero raggiungere 1,4–6,9 trilioni di dollari entro il 2100 senza interventi, mentre i costi potrebbero ridursi a 600 miliardi - 3,4 trilioni di dollari con sforzi per ridurre l'effetto serra. Esempi recenti, come i cicloni Pam (2015) e Harold (2020), hanno causato costi significativi, rispettivamente 449 milioni e 617 milioni di dollari.

Nonostante un recente incremento di ghiaccio in Antartide, pari a 695 miliardi di tonnellate tra il 2021 e il 2023, la situazione complessiva rimane critica. Negli ultimi 50 anni, l'Antartide ha perso 11.309 miliardi di tonnellate di ghiaccio, contribuendo a un innalzamento dei mari di 31,4 millimetri. L'aumento recente è stato causato da un fenomeno di teleconnessione atmosferica che ha portato a nevicate abbondanti, ma si stima che perderà nuovamente ghiaccio nei prossimi anni.

Il rapporto dell'UNEP evidenzia che entro il 2050, 216 milioni di persone potrebbero diventare "profughi climatici", mentre il livello del mare potrebbe aumentare di 10–25 cm entro il 2050 e di 30–60 cm o 60–100 cm entro il 2100, a seconda delle emissioni di gas serra. Le cause principali dell'innalzamento del mare includono l'espansione termica dell'acqua, lo scioglimento di ghiacciai e calotte glaciali, e i cambiamenti nelle riserve d'acqua sulla terraferma.

In conclusione, gli autori si chiedono se siamo forse di fronte a un cortocircuito scientifico e se possiamo iniziare a preoccuparci meno del cambiamento climatico, ma la risposta della scienza è un chiaro no.

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